In Europa è arrivata la dittatura. Si chiama MES, di Edoardo Capuano

Osservazione preliminare: non confondere il MES con i due fondi correnti di soccorso che sono EFSM e EFSF.

Come accennato nel precedente articolo su questo argomento “MES, il nuovo dittatore europeo”, i ministri delle finanze dei 17 paesi europei hanno firmato un trattato che istituisce il meccanismo europeo di stabilità (MES). L’obiettivo è quello di fare pagare i cittadini per le centinaia di miliardi spesi per “soccorsi” per salvare l’euro e di tenere i parlamenti in una presa alla gola.

Bruxelles non sembra propensa a rivedere il contenuto di questo trattato. Fino al giorno in cui scriviamo, non riuscivo a trovarne un solo esemplare in lingua inglese su Internet. (Il 96,5% della popolazione dell’area dell’euro parla altre lingue!).

Curiosamente anche la firma del nuovo trattato non è assolutamente stata notata dalla stampa internazionale, mentre decine di giornalisti erano presenti alla conferenza stampa che lo annuncia. (Vedi foto sotto). Forse è perché Juncker l’ha detto brevemente in francese prima di continuare la conferenza in inglese?

 

Infatti molti giornalisti ancora confondono questo nuovo trattato MES con i suoi predecessori (illegali), il Meccanismo Europeo di Stabilità Finanziaria (EFSM) e il Fondo Europeo per la Stabilità Finanziaria (EFSF). Essi sono più conosciuti dai lori nomi inglesi European Financial Stabilisation Mechanism (EFSM) e l’European Financial Stability Facility (EFSF). L’EFSF / EFSF ha una capacità di 440 miliardi di prestito. (1.000 miliardi dal 27 ottobre 2011, che è 3300 € per ogni cittadino europeo!). Il MES è illimitato.

Alcuni parlamentari che hanno sentito parlare di MES, falsamente credono di mantenere il potere attraverso il loro ministro delle Finanze. Tuttavia, come quest’ultimo sarà promosso Governatore del MES, non sarà più responsabile di fronte al Parlamento Nazionale (o a chiunque altro) per le sue decisioni nel MES. Se il Parlamento ratifica il Trattato, è questo Trattato Internazionale che diventa prioritario rispetto alla legislazione nazionale.

Al momento della stampa, il trattato deve essere ratificato dai parlamenti nazionali in tutti i 17 paesi, a meno che anche questo non sia già stato silenziosamente approvato qua e là. 

Per una breve presentazione del trattato di MES, vedere il video seguente di meno di 4 minuti su YouTube:

Fonte: youtube.com

MES, un colpo di stato in 17 paesi.

Se per colpo di stato intendiamo prendere il potere reale e la limitazione del potere del Parlamento Nazionale democraticamente eletto, allora il trattato del MES  è un colpo di stato in 17 paesi contemporaneamente.

 

Questo è perfettamente coerente con la filosofia della Commissione Europea, che, secondo il presidente Barroso, deve essere il governo economico dell’Unione che deve definire le azioni che i governi Nazionali devono svolgere. (28/09/11)[1]

Il meccanismo europeo di stabilità (MES) non è tanto un meccanismo quanto una nuova amministrazione in seno all’Unione Europea (UE). Lo scopo dichiarato è quello di fornire prestiti (a condizioni rigorose) per i paesi dell’euro che non possono più soddisfare i lori obblighi finanziari. Riprenderà i compiti dei EFSM e EFSF di cui sopra citati e sarà gestito da un Consiglio dei Governatori. Saranno i 17 ministri delle Finanze dei paesi dell’Euro situato nell’Unione Europea.

Il trattato del MES dice, all’articolo 8, che quest’organismo avrà un capitale di 700 miliardi di euro. Poi, all’articolo 10 stabilisce che il consiglio dei governatori può decidere di cambiare questo importo e regolare di conseguenza l’articolo 8. All’articolo 9 si dice che il consiglio dei governatori può in qualsiasi momento richiedere il pagamento del capitale sociale non ancora liquidato (e questo in meno di 7 giorni.) Infatti, si dice che il MES può richiedere i soldi ai paesi membri senza restrizioni. Il trattato non prevede il potere di veto ai parlamenti nazionali.

Unanimità.

Ai sensi dell’articolo 5.6 il consiglio di amministrazione dovrebbe prendere le decisioni di cui sopra all’unanimità. Il Consiglio completo deve votare “a favore”.

A prima vista è molto strano che il funzionamento del Trattato dipenda interamente dall’unanimità dei 17 ministri delle finanze della zona euro. Quando si vede quanti problemi ci sono ora a raggiungere un accordo sulla concessione di prestiti già promessi alla Grecia, non ci si aspetterebbe che l’Unione Europea costruisse un tale Trattato, che lascia solo il principio che questo consenso esiste o può essere raggiunto.

La zona euro è costituita da un riflesso colorato della diversità dell’Europa: i Paesi Bassi, il Belgio, il Lussemburgo, la Germania e la Francia e poi l’Irlanda, il Portogallo, la Spagna, l’Italia, Malta, la Grecia, la Slovacchia, la Slovenia e, infine, l’Estonia e la Finlandia. In realtà, i 17 ministri costituiscono un’ assemblea eterogenea. Ognuno rappresenta un paese con interessi diversi. E da loro ci aspettiamo l’unanimità? Com’è possibile?

Per capire questo dobbiamo guardare un po’ oltre. Nel MES sono i 17 ministri delle finanze che votano su tutte le decisioni importanti, ma ci sono ancora altri che sono presenti in tutte le loro riunioni, ufficialmente come “osservatori”. Perché questi ministri hanno bisogno di un osservatore? Per garantire che stanno facendo quello che ci si aspetta da loro?

Questi osservatori sono in numero di tre:

  • Il membro della Commissione Europea responsabile degli Affari economici e monetari,
  • Presidente del Gruppo Euro (un club informale de questi 17 ministri delle Finanze)
  • e il Presidente della Banca Centrale Europea! [2]

Quindi, se non possiamo aspettare un’unanime spontaneità dei 17 ministri delle finanze, deve essere l’influenza di questi osservatori che li mette d’accordo. Per capire quale influenza la Commissione Europea e Banca Centrale Europea può avere sui nostri ministri, andiamo un po’ più vicino.

Chi sono i ministri delle Finanze?

Beh, di solito sono persone che vanno e vengono. Nella maggior parte dei casi sono nominati dopo le elezioni parlamentari, che prima aprono i negoziati per formare una coalizione di maggioranza a scapito di promesse elettorali e sono seguiti da dolori per il riempimento dei portafogli importanti, come ad esempio il Ministero del Interno, dell’economia e delle finanze.

Molto spesso si tratta di persone che aspirano a una carriera politica e sono stati spinti in avanti dai partiti politici. Se il risultato è positivo, hanno la capacità di guidare un ministero. Una tale persona può avere la direzione della difesa e poi in altro tempo, essere nominato Ministro dell’Istruzione e degli Affari Sociali. La conoscenza della materia è generalmente stimata meno importante della capacità a dirigere.

L’economia non è la Finanza.

Così abbiamo nei Paesi Bassi un ministro delle Finanze, Jan Kees de Jager, che è provvisto di laurea in economia, ma che, inizialmente,  ha dato l’impressione di capire qualcosa solo di finanza. Una delle sue prime idee era quella di proporre una legge che vieterebbe d’incoraggiare le persone a ritirare i propri soldi dalla banca. Jan Kees, le banche non hanno soldi! Per ogni dollaro che i clienti di una banca come ING (la più grande banca olandese) hanno nei loro conti, la banca ha solo 3 centesimi a disposizione. Nessuno avrebbe dovuto aspettare per questo, giusto? E poi, fin quando la banca centrale non vuole che cada une banca, si può facilmente resistere a una “run on the bank” con denaro preso in prestito.

I ministri delle finanze di nuova nomina sono generalmente felici di poter arrivare così lontano nella loro carriera. Tuttavia, arrivano in un mondo che conoscono poco o niente. È il piccolo mondo delle istituzioni finanziarie internazionali e dei numeri con zeri all’infinito. Un momento di disattenzione è sufficiente per sbagliare di decine di miliardi di euro. (Rutte e Primo Ministro olandese Jan Kees de Jager si sbagliavano di 50 miliardi di Euro parlando dei fondi di soccorso europei [3]). Questi ministri nuovi arrivati sono una facile preda per i consulenti della BCE e del FMI, che vengono a spiegare come funziona e cosa ci si aspetta da un buon ministro delle Finanze.


Pertanto  questi ministri delle Finanze che hanno una conoscenza di base in economia, potrebbero sapere che l’esperienza euro è destinata al fallimento. Ciò era già conosciuto nel 1970, all’inizio del progetto, ma i banchieri e i politici hanno spinto questa moneta comunque. Il problema è che una moneta unica può funzionare solo in una zona economica omogenea. [4] [5] [6] Ecco perché.

La cintura di sicurezza del tasso di cambio fisso

Quando i consumatori di paesi, con opportunità per la produttività più limitata, preferiscono acquistare prodotti di importazione più economici e migliori, il debito estero aumenterà. Nel frattempo la produttività all’interno del paese diminuirà. Se il paese ha poi una propria moneta, si può svalutare. Questo rende più costosi i beni importati per il suo popolo e meno le esportazioni per gli acquirenti stranieri. Il debito diminuirà e la produttività aumenterà. Le svalutazioni erano comuni, prima dell’euro. Ora, con l’euro, funziona come uno scambio bloccato. I paesi meno produttivi vengono catturati come topi in trappola. Essi non possono mai uscire del debito. Ecco perché il modo in cui prendere in prestito per caricare quei paesi con un debito anche più elevato è una scelta strana e dannosa.

Viva il mercato unico dei capitali!

Non dobbiamo dimenticare che questi paesi non avevano grossi problemi insormontabili al momento di entrare nell’area dell’euro. Altrimenti non sarebbero stati ammessi. In realtà, sono iniziati i problemi con la loro adesione all’euro. È allo stesso tempo che la libera circolazione dei capitali è diventata anche un fatto. Le banche dei paesi dell’euro esistenti versavano pesantemente per fornire prestiti a tasso agevolato per i nuovi cittadini dell’euro. E poiché, con lo stesso capitale, le banche sono autorizzate a prestare il doppio in mutui rispetto ai prestiti per altri scopi, sono state principalmente le case che sono state finanziate. I banchieri hanno dimenticato però che la gente ha bisogno non solo di un posto dove vivere, ma anche di reddito per rimborsare i loro prestiti. Essi dovevano finanziare anche abbastanza attività economiche. Non era il caso. Così, una prima ondata di nuovi cittadini europei aveva un debito che non potrebbe rimborsare. Il mercato immobiliare è crollato. Appaltatori e  loro fornitori sono falliti, lasciandosi alle spalle un paesaggio desolato di abitazioni vuote ed incompiute.

Le regole dei problemi dell’euro.

Allora dovete sapere che i “paesi- problema” furono così designati solo perché non soddisfacevano più i requisiti per l’area dell’euro, cioè un deficit di bilancio del 3% del PIL e un debito al massimo dal 60% del PIL. [7] Di solito questo non è un problema per un paese in cui il debito è doppio, quando, ad esempio, essi sono compensati da beni, come nel caso della Grecia. E un deficit di bilancio superiore al 3% non dovrebbe essere neanche un problema per un paese. In realtà, l’unico problema era che i limiti stabiliti per l’area dell’euro si sono rivelati irrealistici. Quasi nessuno dei paesi membri ci teneva. Così si potrebbe dire che quelli che hanno stabilito questi limiti sono stati stronzi e anche i ministri che hanno promesso di attenervisi. In ogni caso, era un modo semplice per creare una crisi.

Pecora nera.

Poiché quasi tutti i paesi avevano superato i limiti, è stato utile per distogliere l’attenzione di puntare allo studente  più disobbediente. Per la Grecia è stata orchestrata ancora una campagna diffamatoria, alla quale hanno partecipato anche i politici olandesi bugiardi. La Grecia avrebbe nascosto il suo debito [8], i Greci erano pigri e si ritiravano presto e così via. [9] Presto la Grecia è stata attaccata da tutte le parti e doveva pagare  interessi maggiori per i suoi prestiti. Per fortuna i suoi compagni dell’euro erano disposti ad aiutarla. Jan Kees anche ha promesso che avremmo vinto.

Il denaro è potere.

Quando finalmente si manovra la sua vittima nei problemi – ancora una volta, la Grecia non aveva nessun problema insormontabile, quando ha aderito alla zona euro nel 2001 –  si può applicare la politica del “bastone e della carota” : ci fornirà prestiti, ma solo se … Il FMI ha mezzo secolo di esperienza con questo tipo di abuso di potere. Ha applicato questa politica deliberatamente in molti paesi in via di sviluppo. In primo luogo, il Paese è gravato da prestiti, in modo che non possono pagare anche gli interessi. Questi prestiti sono concessi a progetti definiti. Questi sono di solito gestiti da società estere. Sono loro che ricevono gli interessi per i prestiti. Il paese sta con i debiti. Poi si vende tutto quello che ha il paese come valore a investitori stranieri. E, naturalmente, il governo deve tagliare le spese fino alle ossa e le persone devono sanguinare, così si capisce che il FMI è il padrone.

Ha preso il potere della Commissione europea.

Bene che l’articolo 122.2 del trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE)[10] consente al Consiglio europeo di fornire assistenza finanziaria ai soci in difficoltà (su proposta della Commissione europea), i lupi della Commissione Europea non potevano resistere alla tentazione di erigere la propria FMI, o più precisamente, un fratello europeo, che lavorava a stretto contatto con il FMI.

L’hanno prontamente creati nel maggio e giugno 2010, l’ EFSM e EFSF. Hanno una base temporanea e legale fallisce. La capacità di prestito dell’ EFSF è stato recentemente aumentata a 440 miliardi. (Si tratta di 1320 € per cittadino).

Il successore è il MES. Firmato l’11 Luglio 2011, aspetta la ratifica dei parlamenti nazionali tra oggi e il 31 dicembre 2011. Il MES avrà un carattere permanente e l’autorità di richiedere un numero illimitato di euro dalle casse statali e di prestare a rischio ed a spese dei cittadini dell’euro. Iniziano con un capitale di 700 miliardi (2.100 € per cittadino), ma stanno già parlando di somme 1.500 – 2.000 miliardi, di cui pensano di avere bisogno …

L’emendamento all’articolo 136.

Il MES si basa su una modifica dell’articolo 136 del TFUE del 23 marzo 2011 [11], che in realtà è un aumento del potere dell’Unione Europea. E poiché questo emendamento si basa sull’articolo 48.6 del trattato sull’Unione europea (TUE), è tutto illegale. [12] Ma a Bruxelles non si preoccupano e anche i parlamenti nazionali pensano che le regole della democrazia non siano abbastanza significative per rifiutare questa costruzione illegale. Infatti, la conseguenza sarebbe che la gente dovrebbe prima votare l’estensione del potere di Bruxelles. E questa gente sicuramente stupida voterebbe contro.

Il MES avrà il potere di svuotare le casse degli Stati senza che i parlamenti possano opporsi. Inoltre, questo emendamento – soltanto in conformità con il testo – rende possibile una serie di altri farmaci anti-democratici delle istituzioni, che, sotto il pretesto di combattere l’instabilità della zona euro, potrebbero limitare gli effetti della legislazione nazionale e dei diritti dei cittadini.

Colpisci e terrorizza.

Creare una crisi e prendere il potere. E’ quando il paese è nel caos che possiamo dirigere gli affari a volontà. Si tratta di uno scenario violento che i sostenitori dell’economia di libero mercato hanno usato per decenni in molti paesi, come l’Inghilterra, la Polonia, la Cina, l’Africa del Sud, Russia e Stati Uniti. Mi riferisco a uno dei libri più  letti del nostro tempo: la dottrina shock di Naomi Klein. (Da leggere).

Ora è il turno della Grecia. La diffamazione ha fatto il suo lavoro. I cittadini di altri paesi europei non protestano, al massimo lo fanno contro la possibile perdita dei lori propri denari, che i fondi  pensione hanno investito. Ma se riflettessero un po’, avrebbero capito che un giorno, potrebbe già essere domani, potrebbero anche loro essere manipolati dai debiti da parte dei fondi di soccorso. Questo può accadere in un lampo, introdotto da un titolo nella stampa come “rischio bancarotta Crédit Agricole”.

Circolo vizioso.

Nel frattempo, nel panico creato, i parlamenti accettano misure di emergenza che non avevano nemmeno considerato possibili  il giorno prima. Ora i fondi monetari di soccorso dovrebbero essere utilizzati anche per salvare le banche. Abbiamo creato un circolo vizioso: le banche che causano problemi, possono beneficiare, direttamente o indirettamente del prestito di emergenza, e ora possono dare ancora più incautamente perché le perdite potenziali saranno pagate dai cittadini europei!

Giù con la decisione unanime.

Torna al nostro MES. Questo trattato può funzionare, o si estingue in conformità se i 17 ministri delle Finanze sono unanimi o meno. La Commissione europea e la BCE usano la loro influenza per mettere il naso dei 17 nella stessa direzione.

In verità non è necessario che votino tutti e 17. Una decisione è valida anche quando i ministri non sono tutti presenti. Ogni ministro rappresenta un numero di voti, relativo al capitale sottoscritto dal suo paese. (Vedi Appendice sotto questo articolo). Quando 2/3 dei ministri rappresentando i 2/3 dei voti totali sono presenti, possono votare validamente. E  non votare non impedisce una decisione unanime. Fino a quando non c’è nessun voto contrario.

In teoria, un ministro testardo di un piccolo paese potrebbe quindi rovinare la festa. Si tra l’altro deve avere un grande coraggio. Barroso vuole di più. Egli vuole che tutti i trattati dell’UE siano modificati e che le decisioni non debbano essere prese all’unanimità. Per il MES, per esempio, vorrebbe dire che se la Germania, Francia, Italia e Paesi Bassi sono d’accordo, gli altri 13 non hanno nulla da dire. Viva la dittatura a Bruxelles! Viva l’Unione Europea!

Immunità.

Siamo già abituati al fatto che gli amministratori e i rappresentanti del popolo non devono rispondere delle loro parole e azioni. Ma nel MES spingono il cappuccio davvero lontano. Le regole sono state stabilite in modo che tutti quelli che ne sono parte o che ci lavorano saranno in grado di lasciare quello che vogliono, senza dover rendere conto a nessun Parlamento, a nessuna Amministrazione né a nessun giudice. Al massimo, un ministro delle Finanze può essere sostituito da un altro, che beneficerà da subito degli stessi privilegi esorbitanti. Un ladro non poteva desiderare un nascondiglio migliore.

Un pensiero finale.

L’Unione Europea ha il libero mercato come principio fondante. Quasi tutti hanno capito che la deregolamentazione delle banche, la privatizzazione delle infrastrutture e l’abolizione dei compiti del governo conducono ad una società difficile e tormentata da crisi. Questi principi sono obsoleti. I suoi difensori non possono che imporli con violenza. La Grecia non sarà l’ultima vittima.

Appendice.

Ripartizione dei voti dei governatori delle MES, relativo al capitale sociale emesso.

ESM Member

Number of shares

Capital subscription (EUR)

Kingdom of Belgium

243 397

24 339 700 000

Federal Republic of Germany

1 900 248

190 024 800 000

Republic of Estonia

13 020

1 302 000 000

Ireland

111 454

11 145 400 000

Hellenic Republic

197 169

 19 716 900 000

Kingdom of Spain

833 259

83 325 900 000

French Republic

1 427 013

142 701 300 000

Italian Republic

1 253 959

125 395 900 000

Republic of Cyprus

13 734

1 373 400 000

Grand Duchy of Luxembourg

17 528

1 752 800 000

Malta

5 117

511 700 000

Kingdom of the Netherlands

400 190

 40 019 000 000

Republic of Austria

194 838

19 483 800 000

Portuguese Republic

175 644

17 564 400 000

Republic of Slovenia

29 932

2 993 200 000

Slovak Republic

57 680

 5 768 000 000

Republic of Finland

125 818

12 581 800 000

Total

7 000 000

700 000 000 000

Sorgente e Riferimenti

[1] Barroso, le 28 september 2011 euobserver.com

[2] Ufficialmente la Banca centrale europea non è un organo dell’Unione europea. * La BCE è di proprietà di banche centrali della zona euro. Queste, a loro volta, sono indipendenti dai governi nazionali, nel senso che non prendono decisioni. Esse sono dirette da  soggetti privati??. L’euro non fa parte dell’UE o dai governi nazionali, ma di un cartello di banchieri privati ??di Francoforte, la città di Rothschild. L’Unione europea non può ordinare nulla alla BCE, ma al contrario la BCE ha il potere all’interno dell’UE. Conduce il Sistema europeo di banche centrali, che è un organo dell’Unione europea. La BCE, insieme alle banche centrali della zona euro, è membro di questo corpo. Fino a che punto dobbiamo andare nel complesso a dare la potenza di un organismo ufficiale ad una società privata?

europarl.europa.eu

[3] Vrijspreker le 22 juillet 2011 *

Traduzione: Il governo olandese e la Commissione europea sono contraddittorie sul volume di pacchetto di aiuti per la Grecia. Secondo il ministero delle Finanze è un importo di 109 miliardi di dollari, 50 miliardi provengono da banche e altre istituzioni finanziarie. Secondo la Commissione europea, i governi pagano 109 miliardi più 50 miliardi da istituzioni private. La banca centrale olandese non ne sa nulla: “Anche noi siamo curiosi di sapere cos’ è”, ha detto un portavoce della DNB. La Banca centrale europea si riferisce alla Commissione europea.

vrijspreker.nl

[4] Negli n studi scientifici su “optimum currency areas” (aree ottimale per una moneta) si possono distinguere studi si sono concentrati sulle condizioni necessari e quelle dopo il 1970 (quando i politici avevano deciso che volevano una moneta unica), che sono più concentrati sui costi e benefici.

Roman Horvath and Lubos Komarek dans “OPTIMUM CURRENCY AREA THEORY: AN APPROACH FOR THINKING ABOUT MONETARY INTEGRATION” (2002)

“It is possible to distinguish two major streams of the optimum currency area literature. The first stream tries to find the crucial economic characteristics to determine where the (illusionary) borders for exchange rates should be drawn (1960s-1970s). The second stream (1970s-till now) assumes that any single country fulfills completely the requirements to make it an optimal member of a monetary union. As a result, the second approach does not continue in the search for characteristics, identified as important for choosing the participants in an optimum currency area. This literature focuses on studying the costs and the benefits to a country intending to participate“.

“È possibile distinguere due correnti principali della letteratura su un’area valutaria ottimale. Il primo flusso cerca di trovare le caratteristiche economiche cruciali per determinare dove le (illusorie) frontiere per i tassi di cambio devono essere compilate (1960-1970). La seconda corrente (1970-fino ad oggi) si assume che ogni singolo paese soddisfa completamente i requisiti per farne un ottimo membro di un’unione monetaria. Come risultato, il secondo approccio non continua nella ricerca di caratteristiche, identificate come importanti per la scelta dei partecipanti in un’area monetaria ottimale. Questa letteratura si concentra sullo studio dei costi e dei benefici per un paese che intende partecipare a un’area monetaria.”

wrap.warwick.ac.uk, page 7.

Friedman descrive i benefici dei tassi di cambio flessibili come segue: “Come si può vedere normalmente, i prezzi e i salari in un paese sono relativamente rigidi e [questi] fattori sono immobili tra i paesi. Di conseguenza, quando una richiesta diventa negativa o nel caso di uno shock dell’offerta, l’unico strumento per evitare ulteriore inflazione o la disoccupazione è un cambiamento del tasso di cambio flessibile (che significa rivalutare o svalutare la moneta ). Questo porterà l’economia all’equilibrio iniziale interno ed esterno. (…) Sotto il tasso di cambio fisso, ci sarebbe ancora l’impatto sgradevole di disoccupazione o l’inflazione.

wrap.warwick.ac.uk, page 8.

[5] Yrd. Doç. Dr. Hüseyin Mualla YÜCEOL, Mersin Üniversitesi İktisadi ve İdari Bilimler Fakültesi, Maliye Bölümü, dans “WHY THE EUROPEAN UNION IS NOT AN OPTIMAL CURRENCY AREA: THE LIMITS OF INTEGRATION” (« PERCHÈ L’UNIONE EUROPEA NON È UNÂREA VALUTARIA OTTIMALE: I LIMITI DI INTEGRAZIONE »)

eab.ege.edu.tr, pagina 66

[6] Paul de Grauwe, parti di un discorso:

“With up to twenty-seven members instead of the present twelve, the challenge for ensuring a smooth functioning of the enlarged Eurozone will be daunting. The reason is that in such a large group the probability of what economists call ‘asymmetric shocks’ will increase significantly. This means that some countries may experience a boom and inflationary pressures while others experience deflationary forces. If too many asymmetric shocks occur, the ECB will be paralyzed, not knowing whether to increase or to reduce the interest rates. As a result, member countries will often feel frustrated with the ECB policies that do not (and cannot) take into account the different economic conditions of the individual member countries. This leads us to the question whether the enlarged EMU will, in fact, be an optimal currency area.” (…)

“If a country is hit by negative shocks brought about by agglomeration effects, the wage cuts necessary to deal with these shocks will inevitably be very large. To give an example: If Ford Motor were to close down a plant in Belgium and to invest in Poland instead, the wage cut of Belgian workers that would convince Ford Motor not to make this move would have to be 50% or more given that the wage not feasible, then flexibility dictates that the Belgian workers be willing to move.”

[7] Sono le esigenze del “Pacte de Stabilité et de Croissance”.

[8] Nikolaos Salavrakos, Membro del Parlamento Europeo in “Is there a way out?”

[9] Statistiche dell’OCDE

oecd.org

[10] Articolo 122.2 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea:

eur-lex.europa.eu

[11] Resolution del Parlamento Europeo del 23 Marzo 2011 sul progetto di decisione del ConsiglioEuropeo modificamdo l’articolo 136 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea

europarl.europa.eu

[12] art 48.6 Treaty of the European Union.

Autore: Rudo de Ruijter (Ricercatore indipendente Paesi Bassi) / Fonte: courtfool.info

 

http://www.ecplanet.com/node/2789

 

APPELLO DI Palermo report.it

 

Scarica il Dossier sull’ESM di Lidia Undiemi su:
http://www.palermoreport.it/images/stories/pdf/esm_Dossier_SME_Undiemi.pdf

2 Responses to In Europa è arrivata la dittatura. Si chiama MES, di Edoardo Capuano

  1. Pingback: In Europa è arrivata la dittatura. Si chiama MES, di Edoardo Capuano | Bagai Area 51

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*