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105 Stadium di Rimini, di fronte a circa 1500 persone si apre il meeting organizzato da Paolo Barnard, ideato per promuovere e spiegare la MMT (Modern Money Theory).
Il meeting inizia venerdì 24 con la presentazione dell’evento e dei suoi protagonisti: sul palco Stephanie Kelton, Michael Hudson, Alain Parguez, William Black, Marshall Auerback, arrivati in Italia, per illustrare la moderna teoria monetaria che si basa sulla necessità di avere una moneta fiat, (non convertibile con altra o in oro) ovvero “sovrana”.
L’incontro si apre con il ricordo di Mariarca Terracciano, la donna che donò sangue e vita, in un gesto estremo e dimostrativo, mirato a denunciare un sistema, che le stava togliendo ogni cosa.
Il parterre è gremito, ragazzi provenienti da tutta Italia sono presenti, alla ricerca di un nuovo mezzo per fronteggiare l’attuale crisi.
La prima e necessaria considerazione da fare, è che purtroppo, in maniera assolutamente deprecabile, non vi erano giornalisti.
Nemmeno l’ombra, eppure l’evento era a conoscenza di tutti, come testimonia la telefonata ricevuta da Paolo Barnard, prima del meeting da parte di Giulio Tremonti.
Noi dell’Olandesevolante eravamo li: in compagnia di Dario, il nostro webmaster, abbiamo incontrato un unico giornalista, (Pier Paolo Flammini) rappresentante di una testata locale, Riviera Oggi, con il quale abbiamo avuto un simpatico scambio.
Una platea assolutamente composta, assiste curiosa e partecipe all’evento.
Nella prima parte degli interventi, avvenuti nella giornata di sabato, i cinque economisti spiegano le ragioni storiche che hanno portato l’economia ad arrivare all’attuale stato di crisi.
In particolare si spiega il disegno preordinato che alla fine della seconda guerra mondiale, si era deciso di perseguire per portare a creare quell’agglomerato, l’ Europa, nato con sani principi di non belligeranza e di risposta al dominio economico del dollaro, e sfociato invece in una gabbia costruita intorno ad una moneta la quale sarebbe servita unicamente a circoscrivere il potere economico a Germania e Francia.

Sono stati tre giorni molto intensi, difficili da sintetizzare in poco tempo.
Durante il corso della settimana mi riprometto di approfondirli e riportarli alla luce, insieme a video e foto dell’evento.
La giornata di domenica è stata certamente la più interessante, poiché, ha dato modo di entrare nel vivo della MMT e della sua applicazione.
Stephanie Kelton nel suo intervento di apertura ha spiegato nel dettaglio la sua applicazione: la centralità di questa dottrina si basa sulla piena occupazione, raggiungibile grazie al controllo del debito, gestibile attraverso una moneta sovrana, da usare ed emettere per pagare la spesa sociale, contrariamente a quanto insegna l’ economia tradizionale che lo fa attraverso le tasse.
Kelton illustra come si potrebbe creare un fondo per i lavoratori, i quali nel caso perdessero lavoro conseguentemente a crisi aziendali, dovute a momenti economici negativi, sarebbero impiegati dal governo, in attesa di essere reintegrati nel mercato del lavoro una volta riavviato.
Attraverso la piena occupazione, tutti rimarrebbero possessori di un reddito da reintrodurre nel mercato, lasciandolo sopravvivere, nell’attesa che l’economia torni a girare.

Permettetemi di fare un elogio speciale a Paolo Barnard: organizzare un evento di tale portata, completamente autofinanziato, nato grazie soltanto alle sue sollecitazioni e a un passaparola sui siti web, è da considerare un’opera sicuramente notevole.
Da molto tempo leggo i suoi scritti, spesso ho avuto modo di criticare la sua apparente arroganza comunicativa. Al termine di questo meeting mi sento certamente di ricredermi, e l’incredibile silenzio del mondo della carta stampata, la dice lunga restituendo onore alle sue continue esternazioni nei confronti dei suoi colleghi del mainstream.
Molti metteranno in discussione le teorie del Mmt, ma sicuramente nessuno potrà disquisire la riuscita dell’evento, ideato e prodotto grazie alle capacità di un bravo giornalista e alla curiosità e al sacrificio di più di mille ragazzi, che a loro spese sono voluti andare a cercarsi una risposta e a capire anche criticando una possibile nuova teoria economica.
Stessa cosa, avrebbero dovuto fare i giornalisti, se non per informazione, almeno per senso critico.
Barnard ha dimostrato che si può portare avanti un’idea senza l’aiuto di nessuno, utilizzando unicamente le proprie forze e capacità.
Aveva esordito durante l’evento dicendo: siamo una minoranza, siamo soli, difficilmente ce la faremo, però siamo qui.
Grazie Barnard, quella che sembrava utopia, adesso, è una speranza.
© 2012, ↑ L'olandese volante
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cric
27/02/2012 at 13:29
Di questo summit posso ricordare tante cose.
La prima è che Marco sì è dimenticato di nominare suo nipote e me che ci siamo sorbiti lui e il Webmaster per due giorni e mezzo…e non sapete cosa vuol dire
Scherzo neh…!!
La seconda è la rabbiosa e disillusa apertura di Paolo Barnard. Rabbiosa, a ragione, per la totale assenza dell’interesse mediatico e di popolo che tale evento avrebbe dovuto sollevare. Perchè se esiste un popolo d’Italia e d’Europa, che non è quello che passa il tempo a preoccuparsi del proprio orticello, ma che cerca domande e risposte per un bene comune…ebbene lì c’era in infima quantità. Ma c’era. E ha preteso risposte, ipotesi e dibattito. E ha avuto tutto ciò.
Disillusa, quasi lugubre, a ragione, perchè siamo in mezzo ad una guerra senza quartiere di un potere immenso contro qualche formica con poche speranze di sopravvivere. O di lasciare la possibilità di farlo alle prossime generazioni.
E non si può dimenticare l’uomo Paolo Barnard, che può anche andare in giro a sbraitare che siamo noi i creatori di tutto ciò, ma senza il quale nessuno di noi avrebbe avuto la possibilità di interagire con queste persone. E tra noi. E non si può non ringraziarlo di aver messo a disposizione le proprie conoscenze, di aver mosso persone di un altro continente per venire qui, in un paese che fa piangere per il totale disinteresse o superficiale inconsapevolezza con i quali accetta il proprio destino di bestia sacrificale (Alain Parguez, circuitista e uno dei relatori, è stato chiaro: l’Italia deve essere distrutta. L’Europa occulta della finanza ha paura di noi perchè siamo l’ultima speranza per la sopravvivenza del popolo d’Europa di cui parlavo sopra).
Onore all’intelligenza, preparazione e capacità organizzativa di un uomo fuori dal comune e onore a noi che c’eravamo, meno preparati e organizzati, ma straordinari comunque.
Cristina
Marco Stugi
28/02/2012 at 00:29
Cara Cric, compagna di “Croc”, sono stato veramente imperdonabile a non citarti. Capisco che spesso posso risultare pesante, altrettanto non posso dire di te e di quella stupenda platea partecipativa, che il bravissimo Barnard ha saputo allestire. Devo ricredermi in parte circa la presenza dei giornalisti: Luca Pacarov del Rolling Stones magazine era li, ed ha effettuato questa esilarante intervista che suggerisco a tutti di leggere. http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9940&mode=thread&order=0&thold=0
Ciao e grazie dell’ ottima compagnia che mi hai regalato durante il meeting.
yumoto
28/02/2012 at 15:38
Caro Marco , conosco, non di persona , Paolo Barnard da molti anni così come conosco, non di persona , Carlo Bertani quando anni fa scrivevano per il sito Disinformazione. it. Entrambi, chi in un modo e chi in un altro ( e non erano i soli ), congetturavano e “ profetizzavano “ eventi dei quali alcuni immancabilmente si sono verificati negli anni a venire .
A chi dà fastidio Paolo Barnard ? Una domanda almeno per me ,stando a ciò che ho capito attraverso gli anni , tra letture e “ indagini personali “ facile da rispondere, sebbene posso mancare di una approfondita informazione di natura politico – economica senza per questo , però , esserne completamente a digiuno . Ho ragione di credere che Barnard sia un fastidio per i fautori delle politiche e delle false propagande sioniste .Già perché Barnard è stato tra i pochi, e sono veramente pochi , a spiegare, diversi anni fa , inequivocabilmente e con una cronologia chiara e precisa , come è avvenuta VERAMENTE l’ INVASIONE della Palestina da parte Israeliana , con tutte le conseguenze che ha portato, e che continua a mantenere , sino ad oggi . Nel 1998 sul sito delle Nazioni Unite trovai tutto il Rapporto sulla Palestina , a partire dal 1948 , i primi arrivi sulle navi inglesi dei futuri coloni ebrei , il protettorato Britannico e … la fine del “ suo mandato “ ( leggi : comportamento alla Ponzio Pilato , con l’ aggravante di essere stata essa stessa , l’ Inghilterra , ma anche la Francia sebbene in misura diversa , la Causa primaria di tutto quello che sarebbe poi successo alla Palestina ) , la 1° Guerra Arabo –Israeliana , eccetera, eccetera . Pagine su pagine era interminabile ed era , ovviamente , in Inglese , sigh ! Con pazienza e spendendo molte ore ripartite in diverse serate lo lessi tutto , o quasi . Era ben altro di quel che si trovava stampato sui comuni libri di Storia, ma di ciò non c’era ( e non c’è ) da meravigliarsi ( anche della nostra “ unificazione “ è stato scritto tutt’ altro che la verità ); è cosa “ normale “ che la Storia venga scritta SEMPRE dai vincitori o dagli invasori e passata come Verità .
Bene, il sito di questo rapporto , stilato dall’ Onu, con una meticolosità ammirevole , a quanto ho potuto appurare non è più accessibile attraverso il vecchio indirizzo Web che utilizzavo . Forse sarà stato spostato ( ma da chi e perché ? ) o forse sarà stato addirittura eliminato ( ma da chi e perché ? ) . Tutto può essere ma io resto un mal pensante fino a prova contraria . Forse avrò anche i miei pregiudizi ideologici , che non sono affatto razzisti, ma bisogna considerare il fatto che la Finanza Mondiale è in mano , per buona parte , agli Israeliani che non chiamo Ebrei perché è ormai un nome “ mediaticamente troppo associato “ alla Shoah ( che è il termine corretto e non Olocausto ) diventato ormai sinonimo di genocidio di un popolo, e quindi teso a mettere gli Israeliani costantemente sotto la lente dei media della comprensione , del tacito assenso a qualunque cosa commettano o abbiano commesso, perché è “ giusto “ che abbiano ricorso o ricorrano a QUALSIASI mezzo pur di difendere la “ loro sopravvivenza “ facendo passare così in ultimo piano se non addirittura “ provando in ogni modo a cancellarlo “ , stando ai FATTI commessi in più di 60 anni , il Diritto all’ Esistenza del Popolo Palestinese , e il diritto ad un autentico e libero Stato Palestinese .
Tra l’ altro si sa bene che gli Israeliani condizionano l’ Onu ( nelle decisioni da prendere specialmente per quanto riguarda eventuali sanzioni contro Israele ) e le politiche degli Stati Uniti attraverso le loro potentissime lobbies costituite prevalentemente da banchieri . Quindi essendo banchieri nati e cresciuti sono presenti nella Finanza Mondiale da … “ sempre “, ovviamente anche in quella europea con tutte le conseguenze derivanti .
Per quanto riguarda alcuni dei colleghi di Barnard è risaputo che Travaglio, che mostra tanto zelo , anche ammirevole , nell’ indagare e sputtanare destra e sinistra con una certa precisione di fatti , eventi e date , lui ( per sua ammissione ) è un ammiratore di Israele e del suo concetto di democrazia .
Saviano , che si è dato molto per Gomorra ( personalmente non ho letto il libro e qualche mio amico napoletano non ne è rimasto così “colpito “, per ragioni che non sto qui a spiegare, come invece è successo a tanti altri lettori ) e che ha origini ebraiche, ha anche lui speso, in passato come altri , le sue parole ( vedi DonChishiotte del 22 Ottobre 2011 ) per il pericolo di un caduta della democrazia in Italia, e con la paura, per l’ Italia , di finire per diventare un regime del tipo cubano o venezuelano, con arresti di massa , esecuzioni sommarie e fosse comuni ( come in Venezuela ), ma, guarda caso , “ dimenticandosi “ quello che dal 1948 compie il paese a cui suo nonno ha sempre detto di guardare con… ammirazione : Israele .
Per non parlare di tutta ( o quasi ) la classe politica italiana e non solo, che per gli Israeliani si
commuovono , hanno parole di elogio e di supporto alla loro politica di “ sopravvivenza “ , auspicano “ la pace nella regione con un accordo che tenga presente ANCHE le esigenze dei
Palestinesi “ come dire a dei commensali “ abbuffatevi pure ma non scordate di dare delle briciole a Lazzaro dato che banchettate in quella ch’ era la Sua casa “.
Cosa c’è dietro tutto questo se non gli interessi economici ? Un ultima cosa , sembra proprio che
l’ Italia , battendo “ in volata “ la Corea , venderà a “ Sion “ un cospicuo numero di moderni e sofisticati caccia bombardieri , aerei che ovviamente contribuiranno alla “ sopravvivenza “ di Israele . Facendo una battuta : A quando la stessa cosa ai Palestinesi tanto per … “ par condicio “ ?
Un grande augurio di successo a Barnard per quello che sta cercando di fare , il quale avrà , come si dice , il suo caratteraccio ma ha anche il CORAGGIO di esporsi , forse anche pericolosamente , in prima persona, su questioni spesso catalogabili come “ top – secret “ .
Marco un saluto a te e alla “ ciurma volante “ .
durruti
29/02/2012 at 00:05
Capisco la speranza che ha aperto questo summit ma contesto l’impostazione messianica data da Barnard, le kermesse una tantum lasciano il tempo che trovano (anche se sono indignato quanto lui sulla copertura nulla della notizia nei canali di informazione alternativa) e non c’è bisogno di pagare 40 euro e chiamare 4 presunti guru dagli USA per sentirmi dire cose che un qualsiasi docente di economia keynesiano mi può dire. In Spagna nelle assemblee di quartiere i docenti universitari espongono ogni settimana da un anno le teorie economiche neo-keynesiane e non si aspettano applausi, semplicemente hanno l’umiltà di uscire dalle aule universitarie.
Capisco che da noi un atteggiamento simile da parte degli intellettuali è fantascienza ma parafrasando proprio Barnard mi chiedo: non è altro quello che bisogna fare?
Entrando nell’argomento MMT, in materia di politica economica le teorie di Black, Wray e soci sembrano davvero l’unica via d’uscita alla povertà estrema verso cui vogliono condurci.
Ma è una soluzione che può funzionare solo a breve termine, perchè non risolve i problemi del modello economico dominante (i marxisti direbbero: le contraddizioni del capitalismo):
- Non ha senso sostenere che non esistono limiti finanziari alla possibilità di “crescita”, ma solo vincoli “materiali”. Non si possono separare questi aspetti, perchè nel modello attuale ogni bene, materiale ed immateriale fino alla produzione cognitiva ha un prezzo e deve generare profitto.
- Svalutazioni, guerre, sfruttamento, sono i sistemi che questo modello ha sempre usato quando doveva ripartire da zero e creare un nuovo ciclo di accumulazione. MMT non si discosta da questo modello.
- Non si può portare come esempio di generazione di ricchezza gli USA, che da 100 anni scaricano le loro crisi sul mondo perchè lo dominano militarmente ed evitano problemi di inflazione perchè hanno imposto il dollaro come moneta mondiale.
- Assurdo pensare di tornare ad una situazione pre-Euro o addirittura pre-UE, in cui ogni staterello decide le proprie sorti sociali ed economiche. Dobbiamo fare i conti con quello che abbiamo e provare a cambiarlo perchè la Storia non torna mai indietro.
- La ridefinizione di Stato in senso democratico deve essere propedeutica all’applicazione della MMT, altrimenti si rischia di dare in mano un potere immenso ad altre elite dominanti, diverse dalle attuali solo di nome, ed avere una situazione come quella cinese, ad esempio.
Spero di aver lanciato un sasso per aprire un dibattito.
PS: aspetto sempre notizie sull’articolo tradotto che ho inviato per la pubblicazione
Marco Stugi
29/02/2012 at 09:05
Caro Durruti al solito hai lanciato molto bene il sasso.Concordo con te che l’economia vada ridisegnata, in un nuovo modello, il quale abbandoni i vecchi stili capitalisti. La prospettiva si dovrà basare sulla qualità della vita e non sui beni materiali. In questo momento non è certamente possibile, i mercati dominano. Lo stesso Auerback ha confessato durante il meeting che il limite di questa teoria è avere dei politici che non la sfruttino per loro tornaconto. Ti assicuro comunque che non c’è stata nessuna Kermesse e comunque anche se le teorie Kenesiane sono di pubblico dominio, la perfetta organizzazione dell’evento ha portato tanti ragazzi a confrontarsi con questo nuovo programma. Per quanto mi possa ricordare io , in Italia non si è mai verificata una situazione simile. Mi spiace molto per il tuo articolo, telefonerò alla redazione e me ne occuperò personalmente. Un saluto a yumoto sempre attento nelle sue analisi anche se credo che il problema Barnard non sia la sua denuncia contro il sionismo. Perdonatemi se non mi dilungo ma questo periodo sono veramente molto impegnato, siamo una rivista fai da te e devo rivedermi tutto il materiale del meeting. Ciao e a presto.